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Recensioni Giochi

Monster Flip - recensione iPhone

pubblicato da Cleaned in: iPad Puzzle Game Recensioni Giochi iPhone

Monster Flip

Gli utenti Apple amanti dei puzzle game non possono davvero lamentarsi. L’App Store pullula di Tetris ufficiali, cloni che riempiono i vuoti e proposte originalissime che sfruttano in vari modi lo schermo sensibile al tocco.

Per realizzare un puzzle vincente, del resto, basta azzeccare la meccanica di gioco: non servono team di mille persone, investimenti esagerati o particolari effetti speciali, neppure se la destinazione finale è una potente console da salotto.

Gli sviluppatori del simpatico Mighty Fin cavalcano l’onda con questo Monster Flip, un rompicapo per dispositivi iOS che ha tutte le carte in regola per lasciare il segno nella categoria.

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Tobe & Friends: Hookshot Escape – recensione iPhone

pubblicato da Cleaned in: fino a € 1.99 Recensioni Giochi iPhone Platform Game

Tobe & Friends: Hookshot Escape

Ad una prima occhiata si potrebbe etichettare questo Hookshot Escape come ennesimo giochino usa e getta, tutto incentrato sul fascino nostalgico della grafica retrò. In realtà, lo studio indipendente Secret Base ha realizzato un prodotto di notevole spessore, aggiungendo dinamiche da solido platform alla semplicistica formula dei cosidetti “endless game”, stile Doodle Jump, che chiedono semplicemente di correre a più non posso. Del resto il titolo recentemente arrivato sullo store Apple è lo spin-off di Tobe’s Vertical Adventure, disponibile su Steam e Xbox Live, che già miscelava sapientemente i due generi. In questa convincente versione tascabile, da affrontare con lo schermo tenuto in verticale (portrait), l’area di gioco diventa un pozzo dalla larghezza estremamente ridotta ma lo scopo ultimo resta fondamentalmente lo stesso: salire sempre più in alto, senza mai rimanere “indietro” rispetto all’inquadratura.

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Contest Joke Machine: l'applicazione per scherzi telefonici con le voci di Bonolis, Verdone e del Sergente Hartman

pubblicato da Administrator in: fino € 0.99 Anteprime iPhone Recensioni Giochi Intrattenimento


Se vi divertite a fare scherzi e sentire le frasi più celebri di personaggi famosi, Joke Machine è una simpatica applicazione che fa al caso vostro. Disponibile a 79 centesimi su App Store, Joke Machine (JM da ora) raccoglie alcune frasi di Paolo Bonolis, il famoso Sergente Hartman e Verdone.

Aperta l’app ci troviamo di fronte ai volti dei tre personaggi e, cliccando su uno, si aprirà una schermata con alcuni tasti. Ognuno di questo fa partire la registrazione di una delle frasi celebri tra cui, per citare Harman, “soldato biancaneve” e “chi ha parlato??”.

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Double Dragon: la recensione

pubblicato da Alessandro SketchT Scrugli in: iPad Giochi Recensioni Giochi iPhone

Double Dragon

Il culto del retrogame continua ad imperversare l’AppStore in maniera talmente massiccia da far rivivere i grandiosi anni 80 e 90 alla totalità del pubblico videogiocante. Dopo aver messo le mani sui porting di titoli del calibro di Golden Axe, Preistorik e Altered Beast, tocca ora affrontare nuovamente le avventure dei fratelli Lee con l’immortale Double Dragon, sviluppato e distribuito da Bow Mobile.

Dopo un olocasto nucleare a New York vige la legge del più forte e i Black Warriors sono la banda più pericolosa della zona. Willy Mackey è il nome del condottiero negativo di questa pericolosa gang, il quale un bel giorno decide di rapire la bella Marian, grande amica dei fratelli Billy e Jimmy Lee, maestri dell’arte marziale Sou-Setsu-Ryu. Lo scopo del rapimento è proprio celato nella disciplina in questione dato che Willy Mackey vuole mettere le mani sui segreti della potente arte.

Inizia quindi un viaggio attraverso sei macro livelli in cui Billy e Jimmi dovranno cercare di eliminare le forze nemiche grazie alla propria abilità a mani nude, abbattendo stuoli di nemici dalle fattezze più svariate. Ci troviamo di fronte al classico picchiaduro a scorrimento orizzontale in cui fendere i colpi prevale sull’utilizzo della materia grigia.

Double DragonDouble DragonDouble DragonDouble Dragon

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Trigonon: la recensione

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Trigonon Episode OneIl mercato virtuale dell’AppStore pullula di titoli appartenenti del genere puzzle game in maniera esorbitante, tant’è che risulta davvero faticosa la ricerca di quei software in grado di colpire ed appassionare l’utente. Tra questi spunta Trigonon Episode One, sviluppato dal team Just Funny Games, rompicapo impegnativo dai profili tecnici davvero accattivanti.

Trigonon: Episode One catapulta il giocatore all’interno della sua mente in modo da interagire con i propri Pensieri ed aiutarli nei momenti di difficoltà; alcuni Pensieri infatti sono intrappolati in aree della mente dimenticate e liberarli è proprio lo scopo principale del gioco. I veri protagonisti sono proprio il frutto del cervello quindi, eroi dalla forma sferica e incastrati nel labirinto della mente e in cerca della via d’uscita, grazie alla interazione ambientale del giocatore con l’intero scenario e sfruttando ad hoc Ricordi Positivi, Negativi, Intuizioni, Connessioni e Switch.

Ogni livello è caratterizzato dalla possibilità di posizionare un determinato numero di barre in cui far rimbalzare il ricordo, allo scopo di raggiungere il traguardo, scopo non sempre immediato dal momento in cui l’uscita deve essere azionata da una forza elettrica e che in molti casi deve essere prima raccolta, facendo schiantare il ricordo stesso su alcuni hotspot in grado di sprigionare l’energia tanto ricercata.

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Speedball 2 Evolution: la recensione

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L’AppStore è senza dubbio il mercato videoludico più vario che possa esistere nel mondo virtuale: le applicazioni al suo interno spaziano dalla mera calcolatrice ad un sistema in grado di sfruttare perfettamente l’accelerometro di iPhone. L’universo videoludico si muove di pari passo e svariati titoli di ogni fascia e genere contraddistinguono la creazione di Apple come pochi sanno fare, soprattutto quando scende in campo la voglia di mettere le mani su un retrogame. Tocca infatti all’immortale Speedball 2 Brutal Deluxe, dei tanto acclamati Bitmap Brothers, tornare nelle mani del popolo dei videogiocatori con una nuova versione dello sport futuristico creato nel 1993.

Tower Studio infatti crea un porting del titolo denominato Speedball 2 Evolution, il quale riprende la concezione della disciplina sportiva, chiaramente ripresa dal film Rollerball del 1975, in cui vengono mischiati aspetti del Football con alcuni rudimenti del Calcio e impreziosendo il tutto eliminando completamente la presenza dell’arbitro in favore della violenza più pura, infortuni compresi.

Il giocatore si troverà impegnato in due diverse modalità di gioco, senza contare il classico Quick Match. Senza ombra di dubbio la fase principale di Speedball 2 Evolution si basa sul Career Mode, momento in cui l’utente si troverà a guidare il proprio team attraverso dieci stagioni in cui dovrà portare a casa quanti più titoli possibili, includendo trofei legati alla lega che alle diverse coppe disponibili.

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NBA Jam: la recensione

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Nba Jam

Che il retrogaming sia in grado di conquistare una buona fetta del pubblico videogiocante è oramai un dato di fatto: sono migliaia infatti i titoli presenti nell’AppStore ispirati ai software che fecero grandi gli anni 80 e 90, ovviamente accompagnati dai brand originali impreziositi ulteriormente di un comparto grafico adattato al secolo in corso. Electronic Arts decide di scommettere su una serie sportiva che nel 1993 ribaltò la concezione di gioco arcade incentrando il gameplay su azioni umanamente impossibili e un ritmo particolarmente veloce: stiamo parlando di Nba Jam.

I giocatori più levigati ricordano sicuramente quanti gettoni hanno speso nelle ormai ancestrali sale gioco, momenti ludici di puro divertimento all’insegna di sfide alla pallacanestro più immediata. In Nba Jam infatti non esistono frizzi e lazzi, solamente il giocatore, la sua squadra e l’obbiettivo finale di vincere il campionato di basket made in Usa; l’utente prende quindi il comando della sua squadra preferita e sceglie la sua controparte virtuale dato che è possibile comandare solamente un giocatore specifico del duo selezionato mentre il compagno viene accompagnato dalla IA.

Velocemente si scende nell’arena, luogo in cui ha inizio il singolar tenzone. In Nba Jam non esistono regole che fuoriescano dallo scopo principale di fare più canestri possibili e portare a casa la vittoria: la totale assenza dell’arbitro lascia libera fantasia ai giocatori che possono lasciarsi andare a scorrettezze di qualsiasi genere, esaltando ancor di più la possibilità di inanellare azioni sempre spettacolari e di esecuzione fuori dalla portata umana.

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League of Evil: la recensione

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League of Evil

Nella moltitudine di applicazioni presenti nell’AppStore risulta molto semplice perdersi nei meandri del mercato virtuale e perdersi alcuni titoli particolarmene meritevoli di essere affrontati. League of Evil di Ravenous Games è senza dubbio uno di quei titolo che non balza subito all’occhio per un comparto tecnico all’avanguardia ma è in grado di appassionare l’utente grazie ad un sistema di gioco veloce, immediato e soprattutto accattivante.

I già sviluppatori di Cave Run e Ravenous Trivia HD shackerano in League of Evil componenti da puzzle game e li pone all’interno di un titolo a metà strada tra un action e un platform, dando vita così ad una vera e propria nuova esperienza videoludica. Il protagonista di turno infatti è chiamato ad eliminare lo scienziato pazzo di turno, impegnato nella classica conquista del mondo.

Un plot narrativo che funge da collante in maniera perfetta tra i sessanta livelli disponibili, suddivisi in cinque scenari differenti. La vera caratteristica principe di League of Evil risiede nella estrema velocità d’azione, la quale comprende sia i movimenti del giocatore che la durata del livello. Ogni locazione infatti può venire risolta in massimo un minuto e mezzo di gioco, compreso l’obbiettivo secondario di raccogliere una speciale valigetta. L’obbiettivo principale rimane comunque l’eliminazione del malefico genio in ogni scenario, cercando di non superare il tempo limite.

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Dead Space: la recensione

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Dead Space

In concomitanza con la release di Dead Space 2 per console casalinghe, Electronic Arts decide di distribuire nell’AppStore la versione mobile di Dead Space, portando così su iPhone e iPad una nuova ed esclusiva avventura, temporalmente collocata appena prima gli eventi che verranno narrati nel secondo episodio per Playstation 3 e Xbox 360.

Vandal è il nome in codice del misterioso alter ego del giocatore, mandato in missione segreta nella base orbitale The Sprawl, medesima location di gioco di Dead Space 2. Vandal è un nuovo seguace della setta Unitology e, come prova per dimostrare la propria fedeltà alla propria Chiesa, ha il compito di sabotare alcuni quadri elettrici proprio nella stazione spaziale. Ben presto però il giocatore si accorgerà di aver distrutto l’unica protezione del Marchio, liberando inesorabilmente i Necromorfi. Vandal viene quindi mandato in una missione suicida e capisce velocemente che per salvare la pelle deve sottostare agli ordini degli unici esseri umani rimasti in vita.

Il plot narrativo non brilla certo di luce propria ma rimane comunque un background in grado di appassionare l’utente, soprattutto grazie alla natura di Survival Horror di Dead Space, garantendo così momenti sul filo del rasoio in grado di mantenere particolarmente alta la tensione del giocatore.

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Virtua Fighter 2: la recensione

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Ancora una volta Sega ripropone in versione mobile uno dei propri brand principe che tanto hanno conquistato i videogiocatori negli anni 90, soprattutto nel momento in cui gli appassionati di picchiaduro cercavano un degno sostituto della pietra miliare Street Fighter di Capcom. La serie di Virtua Fighter fu una delle prime a presentare un ambiente di gioco totalmente a tre dimensioni e in grado di sfruttare ad hoc la profondità di ogni livello. Nel 1994 fa capolino nelle sale giochi Virtua Fighter 2, software in cui viene abbandonata totalmente la concezione di onde energetiche e mosse impossibili in favore di scontri puramente fisici, trasformando Virtua Fighter 2 in una vera e propria boccata di aria fresca.

Fin dalle prime battute, Virtua Fighter 2 per iPhone e iPad non regge il benchè minimo confronto con la propria controparte rilasciata più di quindici anni fa, anzi gli sviluppatori riescono perfino a peggiorare un gioco che affrontato ora sarebbe risultato piacevole, soprattutto a causa di un comparto tecnico a dir poco imbarazzante. Ma procediamo con ordine.

Sono otto i protagonisti di Virtua Fighter 2, combattenti provenienti da ogni parte del Mondo impegnati nella conquista del torneo per motivazioni più o meno valide, anche se ai tempi la presenza di una trama in un picchiaduro ad incontri non era certo la componente principale, l’importante era menare le mani e il più velocemente possibile. Caratteristica rimasta invariata e velocemente l’utente si ritrova contro il primo contendente della serie, con a disposizione tre tasti adibiti allo sfruttamento di calci, pugni e parata, senza contare ovviamente il classico stick collegato ai movimenti del personaggio.

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