Logo Blogo

Infinity Blade: la recensione

Pubblicato: 11 dic 2010 da Alessandro SketchT Scrugli

Commenti dei lettori

Infinity Blade

“Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.” Un vecchio detto che Epic Games ha ormai fatto il suo marchio di fabbrica, dato che la stessa software house di Rage, passa a Chair Entertainment il progettoInfinity Blade, titolo che stravolge di fatto la concezione di gioco mobile per iPhone e iPad. Chi pensava che lo stesso Rage potesse strizzare i circuiti delle apparecchiature Apple fino all’osso, si dovrà presto ricredere a causa di questo nuovo titolo in grado di togliere il fiato a ogni giocatore grazie al suo motore grafico, Unreal Engine, che non ha nulla da invidiare a molti software disponibili sulle console maggiori.

Il gioco si apre con la classica introduzione, caratterizzata da un epica battaglia tra un cavaliere misterioso e il cattivo di turno, un despota che tiene il mondo sotto la sua tirannia sfruttando i propri poteri sovrannaturali. Dopo un evidente battaglia senza pari, l’eroe di turno cade sotto i colpi della mitica spada Infinity Blade, sorgente delle forze del nemico. L’epopea del giocatore comincia circa vent’anni dopo, vestendo i panni del figlio del prode cavaliere e ovviamente in cerca di vendetta.

La trama non è certamente di rara fattura, ma funge da ottimo pretesto per menare le mani, o meglio la spada, contro i soldati nemici che si contrappongono tra l’utente e il divino antagonista. Strada impervia e soprattutto impegnativa, dato che gli scagnozzi posseggono diversi stili di combattimento, associata alla classe appartenente, e numeri tipi di attacchi.
Fin dal primo momento ci si trova di fronte a una vera e propria opera d’arte sia a livello visivo che tecnico, dal momento in cui il sistema di controllo si basa totalmente sullo schermo touch, eliminando quasi totalmente la concezione di pad virtuale e lasciando al giocatore i tasti preposti all’uso dello scudo e la possibilità di schivare i colpi.

Infinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity Blade

Il primo combattimento funge da tutorial, momento in cui viene spiegato tutto il necessario per affrontare l’intera esperienza, catapultando così il giocatore in un vero e proprio picchiaduro in perfetto stile Super Punch-Out, ancestrale titolo per Nintendo pubblicato nel lontano 1994, in cui la battaglia si consuma tra parate, contrattacchi e schivate, il tutto impreziosito dalla presenza di poteri magici e melee attack. Il sistema di attacco sfrutta completamente il touch screen, come poco sopra citato, comprendendo inoltre la direzione del colpo inferto, garatendo così un sistema di parry efficace e in grado di aprire notevoli squarci nella difesa del soldato nemico.

Ogni nemico superato si tramuterà in moneta sonante e punti esperienza, utili al livellamento del personaggio mentre gli scenari stessi nascondono ingenti quantità di sacchi pieni di oro e pozioni in grado di ripristinare totalmente la barra di energia del giocatore. Ogni oggetto può essere raccolto semplicemento toccandolo sullo schermo e, trattandosi effettivamente di un picchiaduro sui binari, non afferrare subito l’obbiettivo significa, per la maggior parte delle volte, perderlo per sempre. O meglio fino al prossimo tentativo.

Dopo qualche si scontro infatti ci si abitua velocemente al pattern dei nemici incontrati e in meno di mezzora, se giocato con attenzione, ci si ritrova di fronte al boss finale. Il cattivone farà velocemente del giocatore carne da macello, proprio come fece con il padre e intrappolando così la sfortunata stirpe un una spirale infinita di combattimenti allo scopo di salvare il mondo. Dopo ogni morte infatti ci si ritrova con l’esperienza accumulata dal proprio avo e lo stesso tipo di equipaggiamento, partendo di nuovo per la missione e tentando di eliminare definitivamente il tiranno oppressore.

Se di primi achitto la soluzione scelta da Chair Entertainment può dare parvenza di scadere presto nella ripetitività, una volta messe le mani su Infinity Blade in prima persona ci si accorge di quanto sia longevo il titolo stesso. La concezione di titolo mobile non viene abbandonata ma viene esaltata dagli scontri effettivamente abbastanza veloci, e dal salvataggio automatico ad ogni cambio di locazione, garantendo così la possibilità di intraprendere l’avventura anche in brevi momenti della giornata. Inoltre l’intera esperienza risulta talmente accattivante da tenere il giocatore incollato allo schermo e soprattutto gli utenti che hanno affrontato Demon’s Souls per Playstation 3 proveranno la stessa sensazione del continuo riprovarci, ovviamente ad un livello molto meno severo ma possedente di numerose similitudini

Il già citato comparto tecnico risulta davvero fenomenale: texture praticamente perfette, modelli poligonali da far impallidire innumerevoli titoli per console e un character design in grado di riproprorre un ottimo numero di armi, armature e ambienti circostanti a livelli mai visti in ambito mobile e non fanno di Infinity Blade un software che deve assolutamente essere presente in ogni iPhone e iPad che si rispetti. Inoltre le animazioni personaggi sullo schermo convincono pienamente e non scadono mai in torsioni impossibili.
L’intera tracklist si sposa perfettamente con lo stile di gioco, anche se la scelta di un parlato praticamente nullo, a parte alcune frasi citate dal cattivone di turno, può non piacere ai più e sottolinea il totale anonimato dei soldati nemici: imponenti fisicamente e stilisticamente ma orfani di una caratterizzazione ad hoc.

COMMENTO FINALE
Infinty Blade possiede un ottima verve, soprattutto in ambito visivo. Ogni dettaglio grafico è stato pensato e posizionato con perfetta coscienza, riproducendolo ai massimi livelli e sfruttando ad hoc il motore grafico Unreal Engine. Il tanto abustato posizionamento storico continua ad affascinare la totalità del pubblico videogiocante mentre il sistema di controllo risulta tanto immediato quanto profondo, alternando fasi dalla parvenza effettivamente troppo semplice a scontri sul filo del rasoio.

Dove non convince Infinity Blade? Purtroppo l’intero titolo non lascia il giocatore libero di esplorare gli ambienti ma lo fossilizza in una strada obbligata in cui gli stessi combattimenti si basano sulla velocità d’azione e il colpo d’occhio, avvicinando l’intera sfida ad un rhythm game. Lo stesso gameplay sembra quasi soffocare in confronto a tanta maestosità tecnica e l’inserimento di tecniche di combattimento innate o aggiuntive sarebbero bastate per regalare un esperienza ancor più viva e profonda.

VOTO:8,5

[Infinity Blade - 4,99€]

Infinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity BladeInfinity Blade

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
1 commento

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • iM

    11 dic 2010 - 20:02 - #1
    0 punti
    Up Down

    “…dato che la stessa software house di Rage, passa a Chair Entertainment il progettoInfinity Blade” : non è vero!
    Rage è sviluppato dalla ID software (gli stessi di DOOM e Quake per intenderci) e utilizza il motore grafico ID5, mentre Infinity Blade è sviluppato da Epic usando l’UnrealEngine3!!!